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Filippesi 1:21-24;

Ultimo Aggiornamento: 05/05/2017 13.21
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26/06/2013 11.14
 
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barnabino, 25/06/2013 19:17:

Caro VVRL,


Ma se per voi è così chiaro che Paolo abbia la consapevolezza di essere incosciente in attesa della parusia, che motivo ha di essere così dibattuto tra il rimanere con i fratelli e il morire per essere con Cristo?



Paolo è dibattuto perché nel contesto si capisce che il "vivere è Cristo" si riferisce alla vita di sofferenza nella carne come quella di Cristo ("Sono messo al palo con Cristo") che gli si presenta, la morte gli impedirebbe di servire i fratelli, ma al tempo stesso significherebbe terminare di soffrire nella carne con la prospettiva di ricevere la ricompensa in futuro. Ricordiamoci anche che per Paolo la parousia era imminente.

Shalom



Caro Barnabino,come al solito facciamo due letture diverse del testo.
In questo caso al versetto 23 Paolo usa il termine "analuo" che signidica partire/essere sciolto (da questa vita) per essere con Cristo e non di essere liberato (dalle sofferenze) come vuoi far credere tu.
In ogni caso resta sempre incompatibile con l'evidenza del testo il vostro assunto, dato che Paolo non ha alcun motivo di ricercare la morte, dato che è pienamente convinto di arrivare da vivo alla parusia. Se la parusia è l'unica vera circostanza dove Paolo starà con Cristo (dato che per voi la morte produce uno stato di incoscenza), che motivo ha di ricercare la morte?



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26/06/2013 11.50
 
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Caro VVRL,


Caro Barnabino,come al solito facciamo due letture diverse del testo



Abbiamo detto fin dall'inizio che tanto grammaticalmente che interpretativamente il testo permette due letture, per cui non capisco che cosa vuoi dire, quella era la premessa...


In questo caso al versetto 23 Paolo usa il termine "analuo" che signidica partire/essere sciolto (da questa vita) per essere con Cristo e non di essere liberato (dalle sofferenze) come vuoi far credere tu



Ma guarda che non ho mai detto che analyo qui indichi l'essere "liberato dalla sofferenze". Mi pare che tu non abbia molto capito quello che ha scritto Kelillo circa una terza opzione, cioè liberazione per essere risuscitato alla vita celeste e stare con Cristo alla sua parousia. Il verbo analyo può benissimo essere reso con sciogliere, slegare, disfare, liberare oltre che partire (anche nel senso di morire) o ritornare.

Shalom
[Modificato da barnabino 26/06/2013 12.02]
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26/06/2013 12.32
 
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barnabino, 26/06/2013 11:50:

Caro VVRL,


Caro Barnabino,come al solito facciamo due letture diverse del testo



Abbiamo detto fin dall'inizio che tanto grammaticalmente che interpretativamente il testo permette due letture, per cui non capisco che cosa vuoi dire, quella era la premessa...


In questo caso al versetto 23 Paolo usa il termine "analuo" che signidica partire/essere sciolto (da questa vita) per essere con Cristo e non di essere liberato (dalle sofferenze) come vuoi far credere tu



Ma guarda che non ho mai detto che analyo qui indichi l'essere "liberato dalla sofferenze". Mi pare che tu non abbia molto capito quello che ha scritto Kelillo circa una terza opzione, cioè liberazione per essere risuscitato alla vita celeste e stare con Cristo alla sua parousia. Il verbo analyo può benissimo essere reso con sciogliere, slegare, disfare, liberare oltre che partire (anche nel senso di morire) o ritornare.

Shalom


Francamente, come già detto, questa terza ipotesi è veramente debole alla luce della vostra visione circa lo stato dei morti.
Infatti che senso avebbe per Paolo ricercare la morte quando questa comporterebbe uno stato di incoscienza? Tanto vale rimanenre in vita e aspettare che arrivi la parusia per essere veramente con Gesù. Da questo punto di vista Paolo non avrebbe avuto alcun tipo di combattimento interiore tra il morire e il continuare a vivere, dato che la scelta di rimanere con i fratelli era la più ovvia e profiqua.
Invece Paolo ha la piena consapevolezza di raggiungere Gesù subito dopo la morte e questo gli crea il turbamento che esprime in Filippesi.
Caro Barnabino, siamo sempre alle solite, credo che alcune volte voi TdG fate di tutto per negare il significato più ovvio e immediato del testo Sacro, specie quando contraddice la vostra dottrina.
[SM=g1944981]


26/06/2013 12.57
 
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Caro VVRL,


Infatti che senso avebbe per Paolo ricercare la morte quando questa comporterebbe uno stato di incoscienza? Tanto vale rimanenre in vita e aspettare che arrivi la parusia per essere veramente con Gesù



Forse non hai capito quello che diciamo, Paolo non desidera la morte ma piuttosto la "liberazione", vale a dire l'essere con Cristo al suo ritorno oppure il "ritorno" del Signore stesso per tornare come promesso.


Da questo punto di vista Paolo non avrebbe avuto alcun tipo di combattimento interiore tra il morire e il continuare a vivere, dato che la scelta di rimanere con i fratelli era la più ovvia e profiqua



Come detto continuare a vivere per lui significava essere partecipe della sofferenza con Cristo ("Sono messo al palo con Cristo") laddove la morte avrebbe messo fine a quella sofferenza, Rivelazione 14,13 dice "Felici i morti che da ora in poi muoiono unitamente al Signore. Sì, dice lo spirito, si riposino dalle loro fatiche, poiché le cose che fecero vanno direttamente con loro".


Caro Barnabino, siamo sempre alle solite, credo che alcune volte voi TdG fate di tutto per negare il significato più ovvio e immediato del testo Sacro, specie quando contraddice la vostra dottrina



Ripeto, il testo può essere letto in due maniere differenti dunque non c'è un senso "più ovvio" e nessuno fa "di tutto per negare" qualcosa ma si legge solo il testo, per il resto credo che sia abbastanza ozioso stare qui a continuare a dibattere ripetendo le stesse cose, la domanda di Kalillo chiedeva solo se la traduzione della TNM era più o meno letterale rispetto alla CEI e la ND, mi pare che a questo abbiamo risposto.

Shalom
[Modificato da barnabino 26/06/2013 13.39]
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26/06/2013 13.58
 
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la morte fine a se stessa che liberazione sarebbe mai??

E la risurrezione che è òla libverazione da una vita di soffrenza e di una stupida morte.

Negare a tutti i costi questo, non ha sennso; la liberazione è chiaramente rapportata alla futura risurrezione, e on ha quancosa di continuità,

La morte porrebbe fine alla vita dedicata al disegno di Cristo, in ogni caso perchè Pao9lo ancora nonha l'immortalità.

La morte gli è di guadagno solo perchè si va a riposare, ma lui desidera oltre la morte, la liberazione, la risurrezione dell'ultima tromba, che è la settima.
Discorso farneticante quello di trasformare la risurrezione, in una stato di immortalità, che avendola di già pone qualsiasi desiderio del genere di9 Paolo perfettamente INUTILE, che se ne dovrebbe fare della risurrezione?? LUi non muore ,perde solo la veste i capelli che non gli servono proprio nel remae celeste[SM=g7350]

storielle puerili fantastorie che potrebbero andare bene in un film di cartone animati , lì nonsi seguono le leggi fisiche crate da Geova, si fa tutto a uso consumo e capriccio giocherellando con il significvato dell'esistenz umana in trminhhi diòliattume morale e di serietà intellettuale.



26/06/2013 14.07
 
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Re:
barnabino, 26/06/2013 12:57:

la domanda di Kalillo chiedeva solo se la traduzione della TNM era più o meno letterale rispetto alla CEI e la ND, mi pare che a questo abbiamo risposto.
Shalom




Nella TNM, vengono spiegati i motivi per cui, in questa scrittura, il verbo analỳsai viene reso "liberazione":

Il verbo analỳsai è qui usato come verbo sostantivato. Lo si trova solo un’altra volta nelle Scritture Greche Cristiane, in Lu 12:36, dove si riferisce al ritorno di Cristo. Il relativo nome anàlysis è usato una sola volta, in 2Tm 4:6, dove l’apostolo dice: “Il tempo stabilito della mia liberazione è imminente”.

In Lu 12:36 abbiamo reso il verbo “torna” perché si riferisce al fatto che il signore dei servitori si accomiata, se ne va dalla festa nuziale, sciogliendo così la festa.

Ma qui in Flp 1:23 non abbiamo reso il verbo come “ritorno” o “partenza” bensì come “liberazione”. La ragione è che la parola può trasmettere due pensieri: la liberazione dell’apostolo per essere con Cristo al suo ritorno e la liberazione del Signore dai vincoli celesti per tornare come promesso.
In nessun modo l’apostolo dice qui che alla propria morte sarebbe stato immediatamente mutato in uno spirito per essere eternamente con Cristo. Non sarebbe stato possibile essere con Cristo, il Signore, prima del suo ritorno, quando i morti in Cristo sarebbero risorti per primi, conforme alla dichiarazione ispirata dello stesso apostolo in 1Ts 4:15-17.

È a questo ritorno di Cristo e alla liberazione dell’apostolo per essere sempre col Signore che Paolo si riferisce in Flp 1:23. Qui egli dice di avere due possibilità immediate, cioè (1) continuare a vivere nella carne e (2) morire. A causa delle circostanze da considerare, si espresse come essendo messo alle strette da queste due cose, non facendo sapere quale avrebbe scelto. Quindi ne presenta una terza, che realmente desidera. Non c’è dubbio che preferisca più di ogni altra questa, cioè “la liberazione”, poiché significa per lui essere con Cristo.

Perciò l’espressione to analỳsai, “la liberazione”, non si può applicare alla morte dell’apostolo come creatura umana e alla sua dipartita da questa vita. Si deve riferire agli avvenimenti relativi al tempo del ritorno e della presenza di Cristo (vedi App. 5B) e alla risurrezione di tutti quelli morti in Cristo affinché siano eternamente con lui. (Appendice 5D)

[Modificato da operman 26/06/2013 14.08]



<><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><>
Alla luce dei fatti, gli apostati delle nuove religioni non possiedono gli standard di
obiettività personale, competenza e comprensione informata richiesti a testimoni esperti.

Lonnie D. Kliever
26/06/2013 14.16
 
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Re:
Caro Barnabino,



Forse non hai capito quello che diciamo, Paolo non desidera la morte ma piuttosto la "liberazione", vale a dire l'essere con Cristo al suo ritorno oppure il "ritorno" del Signore stesso per tornare come promesso.


Forse sei tu che fraintendi, al versetto 21 Paolo dice che il vivere è Cristo e morire un guadagno. Dimmi tu se non sta desiderando la morte proprio come condizione di liberazione da questa vita per poter stare con Gesù.


Come detto continuare a vivere per lui significava essere partecipe della sofferenza con Cristo ("Sono messo al palo con Cristo") laddove la morte avrebbe messo fine a quella sofferenza, Rivelazione 14,13 dice "Felici i morti che da ora in poi muoiono unitamente al Signore. Sì, dice lo spirito, si riposino dalle loro fatiche, poiché le cose che fecero vanno direttamente con loro".


Allora ritorniamo alla mia affermazione iniziale: qui Paolo non sta parlando di liberazione dalle sofferenze della vita, ma di partenza da questa vita per stare con Cristo. Del resto il contesto immediato non sta dicendo che vuole essere liberato dalle sofferenze della vita. In ogni caso il senso di Rivelazione 14,13 è quello di dare un valore alle sofferenza umana (al pari delle sofferenze di Cristo) per poter essere premiati in seguito e quindi da questo punto di vista Paolo doveva essere contetto di soffrire e non aveva quindi alcun motivo di affermare che voleva essere liberato dalle sofferenze fisiche

Ripeto, il testo può essere letto in due maniere differenti dunque non c'è un senso "più ovvio" e nessuno fa "di tutto per negare" qualcosa ma si legge solo il testo, per il resto credo che sia abbastanza ozioso stare qui a continuare a dibattere ripetendo le stesse cose, la domanda di Kalillo chiedeva solo se la traduzione della TNM era più o meno letterale rispetto alla CEI e la ND, mi pare che a questo abbiamo risposto.


Si, ma una traduzione corretta non può basarsi solo sull'aspetto letterale, ma dipende dal conesto che francamente non pende certo a favore della TNM.



26/06/2013 14.31
 
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Il contesto pende a 360 gradi a favore della TM e a sfavore di quello che può pensare come opinione un qualisiasi cattolico.

Com e può valutare benissimo una persona che nonè condizionata da dogmatiche dottrine, o dogmatismo dottrinale con tanto di paraocchi
26/06/2013 14.36
 
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Re: Re:
VVRL, 26/06/2013 14:16:



Dimmi tu se non sta desiderando la morte proprio come condizione di liberazione da questa vita per poter stare con Gesù.




In questo versetto si parla di tre opzioni: la morte, continuare a vivere nella carne e la liberazione.
Tre situazioni diverse tra loro.

Non puoi unire due opzioni (morte-liberazione) per farle diventare ciò che desiderava.
Se il ragionamento di Paolo fosse stato quello che scrivi tu, mi spieghi perché avrebbe usato una terza opzione?
Sarebbe stato più semplice dire: preferisco morire cosi vado subito con Gesù. Sapendo che questo non sarebbe accaduto, almeno subito, si serve di una terza opzione, liberazione, consapevole che questa avverrà in futuro, durante la presenza del Signore, concetto da lui espresso anche in 1 Tessalonicesi 4:15-17


[Modificato da operman 26/06/2013 14.41]



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Alla luce dei fatti, gli apostati delle nuove religioni non possiedono gli standard di
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Lonnie D. Kliever
26/06/2013 14.38
 
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Re: Re: Re:
operman, 26/06/2013 14:36:



In questo versetto si parla di tre opzioni: la morte, continuare a vivere nella carne e la liberazione.
Tre situazioni diverse tra loro.

Non puoi unire due opzioni (morte-liberazione) per farle diventare ciò che desiderava.





si ma se si fa lo gnorri riguardo a quando Paolo attendeva la liberazione ossia al suono dell'ultima tromba, per essere rapito nell' aria tutti insieme di cosa vuoi discutere con una persona del genere?

(Tra noi; se La liberazione era la liberazione del corpo, quindi condizione esssenziale per essere in cielo , la risurrezione sarebbe di nuovo schiavitù, cartone animato


[Modificato da dispensa. 26/06/2013 14.46]
26/06/2013 14.47
 
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Re: Re: Re: Re:
dispensa., 26/06/2013 14:38:



si ma se si fa lo gnorri riguardo a quando Paolo attendeva la liberazione ossia al suono dell'ultima tromba, per essere rapito nell' aria tutti insieme di cosa vuoi discutere con una persona del genere?

(Tra noi; se La liberazione era la liberazione del corpo, quindi condizione esssenziale per essere in cielo , la risurrezione sarebbe di nuovo schiavitù, cartone animato






Dimentichi che prima deve passare per il purgatorio...




saluti
Pseudonico

L'educazione è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose, di cui, per esser saggi, si dovrebbe fare a meno.
Luigi Pirandello, Il piacere dell'onestà, 1917
26/06/2013 14.55
 
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Re: Re: Re: Re: Re:
pseudonico, 26/06/2013 14:47:



Dimentichi che prima deve passare per il purgatorio...



dispensa., 26/06/2013 14:38:



si ma se si fa lo gnorri riguardo a quando Paolo attendeva la liberazione ossia al suono dell'ultima tromba, per essere rapito nell' aria tutti insieme di cosa vuoi discutere con una persona del genere?

(Tra noi; se La liberazione era la liberazione del corpo, quindi condizione esssenziale per essere in cielo , la risurrezione sarebbe di nuovo schiavitù, cartone animato




Dai, fate i bravi, che cosi non aiutate la conversazione.
VVRL ha, come noi, le sue idee, non è cosi che lo aiutiamo a ragionare.



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Lonnie D. Kliever
26/06/2013 15.08
 
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Caro VVRL,


Forse sei tu che fraintendi



Ma capisci l'italiano? Io non ho detto che fraintendi il versetto ma che fraintendi quello che io e Kalillo abbiamo detto. Non hai capito la nostra lettura.


al versetto 21 Paolo dice che il vivere è Cristo e morire un guadagno. Dimmi tu se non sta desiderando la morte proprio come condizione di liberazione da questa vita per poter stare con Gesù



Come detto Paolo tra il vivere ed il morire non desidera morire, anche se per lui questo sarebbe un "guadagno" perché così cesserebbero immediatamente le sue sofferenze, ma stretto da queste due cose, vivere e morire (se "ma" è il senso della particella greca "de") egli desidera una terza opzione, vale a dire essere "liberato" per essere con Cristo al suo ritorno oppure desidera che "ritorni" Cristo come promesso.


Allora ritorniamo alla mia affermazione iniziale: qui Paolo non sta parlando di liberazione dalle sofferenze della vita, ma di partenza da questa vita per stare con Cristo



Infatti è quello che diciamo noi: Paolo non desidera morire per liberarsi dalle sofferenze immediate ma desidera la "liberazione" che avverrà al "ritorno" di Cristo alla sua parousia (vedi 1 Tessalonicesi 4,15-17) per stare con lui.


quindi da questo punto di vista Paolo doveva essere contetto di soffrire e non aveva quindi alcun motivo di affermare che voleva essere liberato dalle sofferenze fisiche



Infatti Paolo non dice che desidera morire, seppure sarebbe un guadagno, ma dice che desidera la "liberazione" che qui non ha nulla a che fare con "liberarsi dal corpo" (che è un'inferenza dei traduttori della CEI e della ND) ma piuttosto con la "liberazione" escatologica durante la parousia (o il "ritorno" che è un altro significato di analyo) del Signore.


Si, ma una traduzione corretta non può basarsi solo sull'aspetto letterale, ma dipende dal conesto che francamente non pende certo a favore della TNM



Qui il contesto è quello dell'escatologia Paolina che in 1 Tessalonicesi 4,15-17 e 1 Timoteo 4,6 (come altrove) fa coincidere la "liberazione" e la "risurrezione" con la presenza o il ritorno del Signore, mi pare più che ovvio che Paolo tra il soffrire ed il morire in prigione (dove si trovava quando scriveva la lettera ai Filippesi) desideri che "ritorni" il Cristo per essere con lui, liberato, alla sua parousia. Sinceramente non capisco a che cosa serve la tua inutile polemica, a me pare oltremodo sterile e poco proficua per capire il pensiero di Paolo.

Shalom
[Modificato da barnabino 26/06/2013 15.11]
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Re: Re: Re:
operman, 26/06/2013 14:36:



In questo versetto si parla di tre opzioni: la morte, continuare a vivere nella carne e la liberazione.
Tre situazioni diverse tra loro.

Non puoi unire due opzioni (morte-liberazione) per farle diventare ciò che desiderava.
Se il ragionamento di Paolo fosse stato quello che scrivi tu, mi spieghi perché avrebbe usato una terza opzione?
Sarebbe stato più semplice dire: preferisco morire cosi vado subito con Gesù. Sapendo che questo non sarebbe accaduto, almeno subito, si serve di una terza opzione, liberazione, consapevole che questa avverrà in futuro, durante la presenza del Signore, concetto da lui espresso anche in 1 Tessalonicesi 4:15-17




Ciao
da dove capisci che Paolo intende una terza opzione?
Io francamente vedo solo la morte come condizione per stare con Gesù e il vivere con i fratelli restando in vita.


26/06/2013 15.24
 
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Re:
barnabino, 26/06/2013 15:08:

Caro VVRL,


Forse sei tu che fraintendi



Ma capisci l'italiano? Io non ho detto che fraintendi il versetto ma che fraintendi quello che io e Kalillo abbiamo detto. Non hai capito la nostra lettura.


al versetto 21 Paolo dice che il vivere è Cristo e morire un guadagno. Dimmi tu se non sta desiderando la morte proprio come condizione di liberazione da questa vita per poter stare con Gesù



Come detto Paolo tra il vivere ed il morire non desidera morire, anche se per lui questo sarebbe un "guadagno" perché così cesserebbero immediatamente le sue sofferenze, ma stretto da queste due cose, vivere e morire (se "ma" è il senso della particella greca "de") egli desidera una terza opzione, vale a dire essere "liberato" per essere con Cristo al suo ritorno oppure desidera che "ritorni" Cristo come promesso.


Allora ritorniamo alla mia affermazione iniziale: qui Paolo non sta parlando di liberazione dalle sofferenze della vita, ma di partenza da questa vita per stare con Cristo



Infatti è quello che diciamo noi: Paolo non desidera morire per liberarsi dalle sofferenze immediate ma desidera la "liberazione" che avverrà al "ritorno" di Cristo alla sua parousia (vedi 1 Tessalonicesi 4,15-17) per stare con lui.


quindi da questo punto di vista Paolo doveva essere contetto di soffrire e non aveva quindi alcun motivo di affermare che voleva essere liberato dalle sofferenze fisiche



Infatti Paolo non dice che desidera morire, seppure sarebbe un guadagno, ma dice che desidera la "liberazione" che qui non ha nulla a che fare con "liberarsi dal corpo" (che è un'inferenza dei traduttori della CEI e della ND) ma piuttosto con la "liberazione" escatologica durante la parousia (o il "ritorno" che è un altro significato di analyo) del Signore.


Si, ma una traduzione corretta non può basarsi solo sull'aspetto letterale, ma dipende dal conesto che francamente non pende certo a favore della TNM



Qui il contesto è quello dell'escatologia Paolina che in 1 Tessalonicesi 4,15-17 e 1 Timoteo 4,6 (come altrove) fa coincidere la "liberazione" e la "risurrezione" con la presenza o il ritorno del Signore, mi pare più che ovvio che Paolo tra il soffrire ed il morire in prigione (dove si trovava quando scriveva la lettera ai Filippesi) desideri che "ritorni" il Cristo per essere con lui, liberato, alla sua parousia. Sinceramente non capisco a che cosa serve la tua inutile polemica, a me pare oltremodo sterile e poco proficua per capire il pensiero di Paolo.

Shalom


Caro BArnabino, a parte che secondo me non esiste la terza opzione,
mi spieghi perchè Paolo dice che il morire è un guadagno?


26/06/2013 15.44
 
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Re: Re: Re: Re:
VVRL, 26/06/2013 15:16:


Ciao
da dove capisci che Paolo intende una terza opzione?



"Sono messo alle strette da queste due cose; ma ciò che desidero è la liberazione e di essere con Cristo, poiché questo, certo, è molto meglio."

Nè vita nè morte, ma liberazione

VVRL, 26/06/2013 15:16:


Io francamente vedo solo la morte come condizione per stare con Gesù e il vivere con i fratelli restando in vita.



E' chiaro che Paolo deve morire nella carne prima di stare in cielo con Gesù, su questo non ci piove.
Con il termine liberazione ci si riferisce alla risurrezione celeste di cui Paolo era consapevole sarebbe avvenuta alla presenza del Signore, cosa che sarebbe avvenuta non certo immediatamente dopo la sua morte.
Tra il vivere ed il morire, lui preferiva questa terza opzione, in quanto definitiva.

[Modificato da operman 26/06/2013 15.49]



<><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><>
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26/06/2013 15.53
 
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Re: Re:
VVRL, 26/06/2013 15:24:


Caro BArnabino, a parte che secondo me non esiste la terza opzione,
mi spieghi perchè Paolo dice che il morire è un guadagno?



La morte l'avrebbe liberato da tutti i problemi, interni ed esterni alle congregazioni, che doveva affrontare, per non parlare della persecuzione subita.




<><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><>
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Lonnie D. Kliever
26/06/2013 15.57
 
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Re: Re: Re: Re:
dispensa., 26/06/2013 14:38:


si ma se si fa lo gnorri riguardo a quando Paolo attendeva la liberazione ossia al suono dell'ultima tromba, per essere rapito nell' aria tutti insieme di cosa vuoi discutere con una persona del genere?



dispensa., 26/06/2013 15:57:


una rispsota del genere pare provenire da uno che è in stato di abulia mentale, che vive fuori dla pianeta terra in un perenne stato di oblio





Credo che se pensiamo che il nostro interlocutore non debba avere attenzione non gliene diamo ma per cortesia discutiamo delle idee e non delle persone.
[Modificato da Giandujotta.50 26/06/2013 15.59]
26/06/2013 16.00
 
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Re: Re: Re: Re: Re:
Giandujotta.50, 26/06/2013 15:57:




Credo che se pensiamo che il nostro interlocutore non debba avere attenzione non gliene diamo ma per cortesia discutiamo delle idee e non delle persone.


giusto, mi sono lasciato andare , ma se dobbiamo discutere di barzellete, perchè la logica è portata alla farsa , la discussine non è più seria.

26/06/2013 16.17
 
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Caro VVRL,


Caro Barnabino, a parte che secondo me non esiste la terza opzione



Se invece di porti immediatamente in modo inutilmente polemico avessi letto il 3D capiresti perché è possibile una terza opzione oltre a vivere e morire: tra vivere e morire agli desidererebbe piuttosto la liberazione escatologica, vale a dire essere con Cristo al suo ritorno.


mi spieghi perchè Paolo dice che il morire è un guadagno?



Lo abbiamo già spiegato, cerchiamo di non essere ripetitivi, se leggi il contesto Paolo scrive dalla prigione e come prospettiva ha quella di vivere continuando a soffrire nel corpo oppure di morire in prigionia, egli non ha paura di nessuna delle due cose, perché anche la morte sarebbe un guadagno, dato che morendo fedele è sicuro che smetterà di soffrire e guadagnerà la ricompensa, la corona della giustizia e la vita celeste alla risurrezione. Ma invece di queste due cose, comunque, egli considera meglio essere con Cristo al suo ritorno.

Lo abbiamo spiegato ormai diverse volte, abbiamo anche capito che non sei d'accordo con questa interpretazione basata soprattutto su 1 Ts 4,15-17 e 2 Tm 4,16-18 mentre tu leggi analyo solo come "liberazione dal corpo", per cui non vedo che cosa ci sia d'altro da aggiungere visto che continuiamo a ripetere le stesse cose.

Shalom
[Modificato da barnabino 26/06/2013 16.29]
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Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

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