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Filippesi 1:21-24;

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22/06/2013 19.51
 
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Carissimo,

Kalillo, 21/06/2013 21:55:



Cari fratelli Barnabino, Aquila e Dispensa grazie per le vostre chiare risposte.

Quindi il passo permettendo più modi di tradurre lascia al traduttore la libertà di decidere il senso del ragionamento dell’apostolo, giusto?




mah, direi che la traduzione in se di Filipp. 1:23 non dica più di quello che dice: "il desiderio avendo per il partire e con Cristo essere", tu ci vedi un riferimento paolino ad un "quid" immortale che sopravvive nell' immediatezza alla morte dell' apostolo?
Io non lo vedo, io vedo solo che il desiderio paolino è "il partire e con Cristo essere". Punto! Come abbiamo visto il verbo analyo (tornare, partire [dalla vita]) ha due sole ricorrenze e in entrambe trasmette l' idea della liberazione, come ti abbiamo già spiegato.
L' obiezione che ci viene fatta è sempre la stessa: "Paolo non può - secondo loro - dire che vuole essere con Cristo alla parousìa, quindi in un tempo molto lontano" ma è un' obiezione che non ha senso, non foss' altro perchè la realizzazione del desiderio paolino di essere con Cristo, in Paolo, a quanto pare non era affatto..... lontana, visto che egli stesso si mette tra i viventi che saranno rapiti in cielo alla parousìa (1 Tess. 4:17), quindi attendeva la parousìa già durante la sua vita....

Kalillo, 21/06/2013 21:55:


E di conseguenza chi crede in un corpo/anima traduce in modo che la scelta rimanga su vivere o morire.




il desiderio paolino è quello di partire ed essere con Cristo, Paolo non sta parlando di essere con Cristo nell' immediatezza post mortem, perchè per Paolo "si è per sempre con Signore alla parousìa" (1 Tess. 4:17) e soprattutto, come ripeto, non si fa cenno ad alcun "quid" immortale che sopravviva alla morte dell' apostolo ma "al partire e con Cristo essere".....

Kalillo, 21/06/2013 21:55:


Ma morire, non per attendere la risurrezione alla Parousia di Cristo ma di essere con lui subito, sottintendendo un’anima immortale.




per i dualisti si, ma come ti ho spiegato il prefisso lyo del verbo analyo, che indica lo scioglersi, lo slegarsi, alla luce dell' escatologia paolina va - a nostro parere - ricondotto allo sciogliere, allo slegare, allo smontare la tenda del corpo terreno ("la nostra casa terrestre, questa tenda") di 2 Cor. 5:1

Kalillo, 21/06/2013 21:55:


Questa interpretazione , a mio avviso è permessa perché viene omessa dalle traduzioni CEI e ND ( e a dire il vero da molte altre) la famosa particella “de” (ma) che fa notare che per Paolo vi era una terza opzione in contrapposizione con le due iniziali, ed era quella che desidera veramente, cioè di essere liberato per essere con Cristo.
Esempio TNM: …Sono messo alle strette da queste due cose (vivere o morire) ; ma ciò che desidero è (3 opzione) la liberazione e di essere con Cristo, poiché questo, certo, è molto meglio. Comunque, è più necessario che io rimanga nella carne a motivo di voi.



direi di no Kalillo: le opzioni sono due: vivere nella carne (Fil. 1:22, 24) o morire e partire e con Cristo essere (Fil. 1:21, 23), l' opzione che in cuor suo Paolo predilige, anche se per lui il guadagno, il kerdos, è la magnificazione di Cristo, mediante la vita come mediante la morte (Fil. 1:20-21)......

Kalillo, 21/06/2013 21:55:



Se questa particella fosse evidenziata dalle traduzioni , farebbe di conseguenza cambiare il senso dell’opzione “morire”; cioè “morire” non significherebbe ritrovarsi come anima spirituale, perché ciò renderebbe inutile la terza opzione, perché in quanto anima spirituale sarebbe già con Cristo e quindi non ci sarebbe stato motivo contrapporre le prime due scelte 1)vivere 2) morire (ed essere quindi anima immortale in cielo) con la terza possibilità ossia essere liberato per essere con Cristo.




mah, io come ripeto vedo due opzioni: vivere nella carne e morire e partire ed essere con Cristo...tu dici: "perché in quanto anima spirituale sarebbe già con Cristo", ma a quanto pare per l' escatologia paolina non è così, visto che in 1 Cor. 15:18 egli dice che senza la risurrezione di Cristo anche i "dormienti", gli "addormentati nella morte in Cristo sono periti" [qui troviamo il verbo greco apollymi, che significa "perdere, distruggere, perire"],,,versetto difficilmente conciliabile con chi sostiene che anche prima della risurrezione alla parousìa il morto in Cristo viva con Cristo.....

Kalillo, 21/06/2013 21:55:


Invece non essendoci quel “ma” si fa in modo che il desiderio di essere liberato per essere con Cristo sia associato alla seconda opzione “morire “ e quindi si fa credere che Paolo si riferisca ad un incontro immediato con Cristo come anima immortale in cielo.




sinceramente non vedo perchè, Kalillo, per le ragioni che ti ho sopra spiegato: Paolo non parla del "quando" lui sarà con Cristo ma del suo desiderio (nel suo cuore) e ti rammento, oltre che 1 Cor. 15:18, su cui ti invito a riflettere seriamente, nell' escatologia paolina ' essere per sempre col Signore avviene alla parousìa non non prima , ma Paolo si mette tra i viventi alla parousìa che evidentemente attendeva già nella sua vita (1 Tess. 4:17)!

Kalillo, 21/06/2013 21:55:


E’ vero che poi ci sono tutti gli altri passi che dimostrano che Paolo credeva nella futura risurrezione durante la presenza di Cristo e non ad uno stadio intermedio, ma è anche importante far capire alla persona con cui parliamo che se la nostra traduzione rende grammaticalmente il passo in quel modo è perché ci sono le basi per farlo.

Spero di essere stato chiaro e vi ringrazio nuovamente per le vostre spiegazioni. Una buona serata a tutti.





beh, le basi per la nostra traduzione (che ovviamente non troverà concordi i dualisti....) te le abbiamo fornite, mi pare. Ora tu parli di risurrezione e non di stato intermedio, ma questo non è vero, perchè per Paolo lo stato intermedio esiste eccome ed è lo stesso espresso da Gesù: dormire nella morte (stato intermedio) per risvegliarsi alla risurrezione....guarda quante volte Paolo usa il verbo koimao (dormire, addormentarsi (nella morte) e il sostantivo koimethentes, “dormienti” “addormentati” in 1 Cor. 15 e in 1 Tess. 4:13-17...
Come vedi, sono andato un po' sull' esegesi del passo anche se qui si sta parlando solo di traduzione, quindi sono andato un po' OT, scusami...
Grazie a te.
[Modificato da Aquila-58 22/06/2013 20.02]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

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