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Gennaio 2017

Ultimo Aggiornamento: 30/01/2017 20.59
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30/12/2016 13.42

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO - Domenica 1° gennaio 2017 – Tempo di Natale

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
Gal 4,4


Come vivere questa Parola?

In pochissime parole, San Paolo descrive il mistero dell’incarnazione: Dio manda il Figlio suo nel mondo e lo pone sotto due condizioni: nascere da una donna, nascere sotto la legge. La seconda condizione è immersione in ciò che già esisteva, frutto, espressione del vecchio mondo da assumere per poterlo distruggere e liberare da essa tutta l’umanità. La prima condizione è invece una novità: per essere realizzata chiede l’adesione esplicita di un’altra persona, di una creatura già esistente, una donna, la cui conversione a Dio si fa generativa. Quella disponibilità non solo permette al Figlio di Dio di entrare nel mondo, ma fa si che tutta l’umanità in Cristo, quella già esistita, quella sua contemporanea e quella futura possa essere adottata in lei da Dio. Quella persona, Maria, diventa Madre di Dio e di tutta l’umanità. Per lei, noi creature di Dio siamo riconosciuti Figli. Figli di Dio, liberati dalla Legge, figli capaci di una nuova libertà, figli responsabili di una nuova eredità, di una nuova alleanza. In Lei è possibile, garantita e protetta l’umanità di Gesù. In Lei si realizza la nostra divinità.

Signore, fa che non ci scordiamo nelle pieghe della quotidianità di questo nuovo anno che inizia, la bellezza della nostra umanità che sa creare, crescere, educare, prendersi cura degli altri e del mondo; fa che non ci scordiamo della divinità che è in noi che ci trascende e ci rende capaci di amare e soffrire, condividere e sperare come te.

La voce di un teologo
Tutte le Chiese hanno come base ecumenica della fede, il Credo di Nicea-Costantinopoli, che considerano un fedele riassunto del messaggio fondamentale della Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura. Insieme, tutti i cristiani confessano a Gesù Cristo come «l’unigenito Figlio di Dio, generato dal Padre prima di tutti i secoli... generato non creato, della stessa sostanza del Padre»; questo unigenito Figlio del Padre «si é incarnato per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria e si é fatto uomo». (…) Tutti i cristiani confessano, secondo la Bibbia e la Tradizione Maria Vergine e Madre di Dio (Teotókos) (…) Nel suo ruolo propriamente cristologico Maria appare come colei che afferma e difende contemporaneamente l’umanità di Gesù Cristo e la sua divinità. Infatti, è pienamente donna e in questo è la madre di un uomo vero, Gesù. Ma il Nuovo Testamento la chiama anche la Madre del Signore, del Kyrios.

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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Lunedì 2 gennaio 2017 – Tempo di natale - Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto:
la vita eterna. Questo vi ho scritto riguardo a coloro
che cercano di ingannarvi».
1 GV 2, 23-24


Come vivere questa Parola?

Essere figli di Dio, in Maria e in Cristo resi partecipi della sorte divina, san Giovanni lo traduce con un unico verbo: rimanere. Rimanere per lui significa conservare la consapevolezza dell’essere Figli, la coscienza delle responsabilità e possibilità che conseguano da questa nuova condizione. Rimanere è anche indice di aver trovato il proprio posto. Rimanere è il contrario di scappare. Sintomo dell’aver raggiunto una stabilità di relazione con un contesto ma soprattutto con le persone in quel contesto. E quelle relazioni si fanno in questo modo impegnative, obbliganti e feconde. I due santi di oggi, così grandi e celeberrimi al punto che avrebbero avuto diritto ad una giornata dedicata a testa, sono festeggiati insieme, proprio perché la loro santità passa e benedice una delle espressioni più belle di questo RIMANERE nell’AMORE: l’amicizia. La loro amicizia diventa il luogo dove esprimere la loro fede, dare senso allo studio, alla conoscenza; dove dare energia e motivazione all’impegno morale. Ma anche dove trovare forza nelle avversità, consolazione e affetto, per apprezzare il non essere ed agire da soli, anche in una vita dedicata totalmente a Dio e che ha scelto di non costruirsi una famiglia propria, degli affetti esclusivi.

Signore, aiutaci a vivere con intensità ogni tipo di relazione che costruiamo con le persone. I vincoli di sangue ci sollecitano immediatamente all’impegno, all’affetto, alla dedizione. I vincoli in Cristo Gesù a volte sono più aridi, ma non chiedono meno amore, meno responsabilità. Che le nostre comunità siano luoghi di ben vivere, di lavoro fecondo, di creatività coraggiosa.

La voce della liturgia
Allora non solo io mi sentivo preso da venerazione verso il mio grande Basilio per la serietà dei suoi costumi e per la maturità e saggezza dei suoi discorsi inducevo a fare altrettanto anche altri che ancora non lo conoscevano. Molti però già lo stimavano grandemente, avendolo ben conosciuto e ascoltato in precedenza.
Che cosa ne seguiva? Che quasi lui solo, fra tutti coloro che per studio arrivavano ad Atene, era considerato fuori dell’ordine comune, avendo raggiunto una stima che lo metteva ben al di sopra dei semplici discepoli. Questo l’inizio della nostra amicizia; di qui l’incentivo al nostro stretto rapporto; così ci sentimmo presi da mutuo affetto.
Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo, ufficio di letture del giorno


Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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03/01/2017 07.56

Martedì 3 gennaio 2017 – Tempo di Natale

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui».
1GV 2, 29


Come vivere questa Parola?

Il nuovo testamento riscrive il significato di tante parole e di tante dimensioni del vivere dell’umanità. Una di questa è la giustizia. Deve essere stato sconcertante per la prima comunità cristiana vivere le nuove dimensioni della giustizia delineate da Gesù.
La giustizia del buon ebreo nasceva dall’aver meditato e interpretato la rivelazione di Yahweh. Culmine la consegna del decalogo: quelle 10 parole marcavano un confine per cui era possibile dire giusto e sbagliato. Da lì l’esperienza del popolo e il progressivo rivelarsi di Dio aveva permesso di articolare ulteriori precetti: nella Torah sono decine le pagine legate alla legge di santità, ai codici che permettono di capire come vivere nella giustizia, senza deroghe.
Gesù viene e solo per come nasce obbliga a rimettere tutto in discussione. Il suo concepimento è motivo di preoccupazione per Maria, ma lei velocemente entra nella nuova logica e la presenza dello Spirito la tranquillizza che quella è opera di Dio. Più complessa la reazione di Giuseppe che si sperimenta fidanzato-marito tradito e con passaggi più complessi arriva ad un senso nuovo di giustizia che gli permette di accogliere il bambino e con lui la novità di DIO. Tutta la predicazione e l’agire di Gesù sono provocazioni alla giustizia così come concepita da Israele: guarigioni e altri lavori in giorno di sabato, condanne non più eseguite, purificazioni e misure preventive all’impurità non più rispettate. Lo stesso Giovanni Battista ha bisogno di conferme che quello era veramente il Messia.

Signore, la tua giustizia va a braccetto con la pace. Non è distanza, non è giudizio. È dinamica verso una nuova armonia, è espressione di misericordia e di verità insieme. Aiutaci ad essere giusti nel tuo nome, secondo la tua parola, secondo il tuo cuore.

La voce della scrittura
Signore sei stato buono con la tua terra…
Misericordia e verità si incontreranno
Giustizia e pace di baceranno.
PS 84

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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03/01/2017 13.19

Mercoledì 4 gennaio 2017 – Tempo di Natale

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo –
e lo condusse da Gesù».
GV 1, 40-42


Come vivere questa Parola?

Una delle primissime cose che san Giovanni descrive nel suo Vangelo è la reazione di alcuni alle parole, alla presenza di Gesù. Agli albori della sua manifestazione, Gesù attira immediatamente la simpatia di diversi giovani, tipo Andrea, che con un suo amico ha seguito Gesù fino a casa sua. Sarà quella per Andrea un’esperienza indimenticabile. Immediatamente la sua percezione è che quel Gesù sia il Messia, quello tanto atteso. Va da suo fratello e gli racconta l’incontro. Pietro arriva da Gesù per questa mediazione. Gliel’ha già preparata il fratello la strada. Gli ha già messo la pulce nell’orecchio che quello è il Messia e per Pietro è così immediata adesione. La loro vita cambia. Lasciano le loro abituali occupazioni e si dedicano all’ascolto di questa persona, lo seguono dove va e condividono con lui una missione che via via si fa più intensa, organizzata ed esplicita. Nonostante fossero adulti, già definiti nel loro lavoro e nelle loro relazioni, la conoscenza di Gesù ridisegna la loro esistenza a partire da una chiamata, da un invito nuovo.

Signore, anche noi siamo già ben definiti, anche in tratti che crediamo siano la nostra vocazione. Vieni e fatti conoscere, scardina le nostre certezze e permetti che anche la nostra esistenza faccia spazio alla tua chiamata e si rimodelli sulla tua voce, così che i tuoi desideri siano i nostri e le nostre realizzazioni siano la tua volontà.

La voce di uno teologo
Ma cos’è la vocazione? Il Signore non ci chiama a fare delle cose, ma ci chiama a stare con Lui, ad “essere” come Lui. Per questo motivo un compito importante nel cammino vocazionale, nel discernimento, è quello di conoscere Gesù Cristo. Per alcuni è la meta ambita dopo aver percorso, a volte, cammini tortuosi ed in salita. Per altri è un dono ricevuto da sempre senza difficoltà e complicazioni: naturalmente. Per tutti dovrebbe essere il compito più importante della propria vita. Dl sito www.vocazione.org

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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04/01/2017 20.59

Giovedì 5 gennaio 2017 – Tempo di Natale

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Figlioli, questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello. E per quale motivo l’uccise? Perché le sue opere erano malvagie,
mentre quelle di suo fratello erano giuste».
1 GV 3, 11


Come vivere questa Parola?

Gesù è venuto a portare la novità. Una novità eterna, sempre esistita. Una novità non colta, non capita dalle persone, dalla storia. Un messaggio semplicissimo: amatevi. La storia invece si riassume simbolicamente nell’esperienza di Caino: il prescelto, l’amato che volta le spalle a questo invito e sceglie di non amare. Scagliandosi contro il fratello. Un messaggio che prevale sul primo e si diffonde. Quel non amore che sottintende devasta ogni relazione ancora oggi. Assumendo proporzioni inaccettabili. Le guerre, di cui siamo sopiti testimoni, prolungano l’anti novità e non danno spazio all’unico messaggio che varrebbe la pena di ascoltare. Così si moltiplicano le Aleppo, le Mosul, le guerre tribali, le faide familiari, le presunte guerre di religione. Rendendo difficili anche nei nostri micro microcosmi le relazioni all’insegna dell’amarsi. Quando non c’è vero e proprio odio c’è indifferenza, freddezza.
Il cuore del messaggio cristiano non è ancora arrivato nemmeno a tanti che si dicono evangelizzati: amatevi gli uni gli altri, amate il vostro nemico. La storia della salvezza ha bisogno ancora di molte pagine per essere descritta con completezza. E la novità del messaggio di Gesù rimane sempre troppo nuova!

Signore, fa che ci sforziamo in grande e in piccola misura a conoscere e riconoscere questa novità del tuo messaggio. Aiutaci ad amare sul serio, mettendo da parte ogni forma di divisione, di opposizione, di sciocco opporsi l’un l’altro.

La voce papa Francesco, giorno di Natale 2016
Il mio primo appello è per la Siria. Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria dove troppo sangue è stato sparso, soprattutto ad Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci. È quanto mai urgente che si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, rispettando il diritto umanitario. Le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile.

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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05/01/2017 20.47

Venerdì 6 gennaio 2017 – Tempo di Natale - SOLENNITÀ DELL’EPIFANIA

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te».
Is 60,1


Come vivere questa Parola?

La festa dell’Epifania ci porta a riconoscere le mille manifestazioni di Dio nella nostra vita. La sua regale divinità ha avuto modo di mostrarsi ai Magi, desiderosi di vedere il piccolo re promesso indicato da una stella, inseguita per mesi; e quello è Natale!
Ancora oggi non dissociamo il mistero del Natale dalle altre manifestazioni solenni di Gesù: il suo battesimo nel Giordano, la trasfigurazione sul Tabor, ma anche il miracolo di Cana, dove l’acqua trasformata in vino rivela il Dio fatto uomo. Egli non fa nulla quel giorno: solo chiede ai servi di servire da anfore colme di acqua. Lo fa su sollecitazione di Maria sua Madre e i servi agendo, sono testimoni di quell’acqua che diventa vino. Una gloria nuova inizia a brillare in geografie decentrate rispetto ai luoghi dove per eccellenza si fa la storia.
La premessa introduce nuove rivelazioni, via via sempre più esplicite e che manifestano i diversi volti di Dio, in Cristo Gesù. Manifestazioni evidenti ma che vengono colte solo da chi onestamente si avvicina a questo mistero. Esse continuano anche nella nostra vita, nel nostro tempo. Chiare ed evidenti come sempre, sono colte solo da chi è disposto a riconoscerle. Per gli altri, sono misteri bui, incomprensibili, al punto da passare per inesistenti.

Signore, chi io sia capace oggi di riconoscere il tuo manifestarti nella mia vita. Dammene le coordinate, che io non ti perda, non ti scambi per altro.

La voce della liturgia
La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi.

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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06/01/2017 14.10

Sabato 7 gennaio 2017 – Feria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Mt, 16


Come vivere questa Parola?

Siamo agli sgoccioli del tempo di Natale. Poche ore e saremo nel tempo ordinario. Ma c’è una luce che può accompagnarci anche nell’ordinarietà. Anzi può essere esaltata dalla quotidianità più regolare. I tempi forti, i giorni di festa sono anche giorni di agitazione, di prestazioni eccezionali, sopra la norma; sono giorni di confusione, di distrazione. L’ordinario, il solito, il quotidiano ci permette di rimettere in ordine, tempi e abitudini. Diventa più facile la fedeltà ad un momento di meditazione, di contemplazione magari brevissimo, ma capace nella sua giornaliera incidenza di sostenere la nostra conversione. La rinnovata conoscenza di Gesù, la sua storia e la sua parola possono, in brevissimi momenti di ascolto e di preghiera personale, vissuti con fedeltà ogni giorno, radicarsi nella nostra persona e trasformarci.
Sono queste le luci che dissipano le tenebre che potrebbero anche intristirci e farci smarrire il senso del nostro esistere.

Signore, fa che la luce di quanto vissuto e compreso in questo tempo di Natale, generi in noi un nuovo modo di vivere, di scegliere e di amare.

La voce di un testimone
Padre mio, mi abbandono a Te,
di me fai quello che Ti piace,
grazie di ciò che fai per me,
spero solamente in Te.
Purchè si compia il tuo volere
In me e in tutti i miei fratelli,
niente desidero di più
fare quello che vuoi Tu.
Dammi che Ti riconosca,
dammi che Ti possa amare sempre più,
dammi che Ti resti accanto,
dammi d’essere l’Amor.
Fra le tue mani depongo la mia anima
Con tutto l’amore del mio cuore,
mio Dio lo dono a te,
perché Ti amo immensamente.
Si, ho bisogno di donarmi a te,
senza misura affidarmi alle tue mani,
perché sei il Padre mio, perché sei il Padre mio.
da una preghiera di Charles De Foucauld

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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06/01/2017 14.11

Domenica 8 gennaio 2017 - Battesimo del Signore

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio,
l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
(Mt 3, 17)


Come vivere questa Parola?

Oggi celebriamo la festa del Battesimo di Gesù: egli si è identificato con noi uomini ed ha accettato di farsi battezzare, prima di iniziare la sua vita pubblica. Viene descritta una sua prima manifestazione divina: i cieli si aprono, appare la colomba, si sente la voce del Padre che proclama Gesù Figlio amato e colui nel quale egli ha posto il suo compiacimento (cf Mt 3,17): diremo che tutta la Trinità è presente in questo atto solenne, che inaugura la missione terrena del figlio di Dio. Nel definire Gesù come figlio amato ne viene evidenziata la vocazione: essere figlio obbediente al Padre fino alla morte (cf Filippesi 2,8).
Questa festa richiama anche ciascuno di noi a rivivere e a valorizzare il nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio, ci ha inseriti in una comunità di salvezza (la Chiesa), e ci rende degni del Cielo, dopo una vita conforme al Vangelo.
Il battesimo ci ha aperto un cammino di fede, di speranza e di carità: siamo dunque chiamati a dare testimonianza del nostro amore verso Cristo e il prossimo. Possiamo anche noi chiederci: il Padre celeste, guardando ciascuno di noi può dire: tu sei il mio figlio prediletto?
Dunque questa festa del battesimo di Gesù è anche un esame di coscienza per noi: come cristiani ci affidiamo a Dio e testimoniamo il suo amore nella nostra vita quotidiana?

O Dio, Padre buono, voglio ringraziarti con tutto il cuore per il dono del santo Battesimo, per mezzo del quale sono divenuto tuo figlio e tempio vivo dello Spirito Santo. Ti ringrazio perché, con l'acqua battesimale, mi hai fatto risorgere con Cristo e hai riempito la mia anima dello splendore della tua grazia. Voglio rinnovare in questo momento le mie promesse battesimali, con cui mi sono impegnato a vivere nella santità dei figli di Dio. Conserva in me la fede, la speranza e la carità, e concedimi di essere fedele alla tua legge per tutta la vita. Amen.

La voce Papa Francesco
Il Battesimo è il sacramento su cui si fonda la nostra stessa fede e che ci innesta come membra vive in Cristo e nella sua Chiesa (…) Siamo chiamati a vivere il nostro Battesimo ogni giorno, come realtà attuale nella nostra esistenza.
(Udienza generale dell’8 gennaio 2014)

Commento di D. Mario Maritano SDB
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10/01/2017 13.25

Martedì 10 gennaio 2017- I settimana Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gesù insegnava come uno che ha autorità»
Mc 1,22


Come vivere questa Parola?

Gesù è l’uomo e il maestro ideale che insegna con autorità, che gli deriva dal suo stretto rapporto con Dio e dalla comprensione per le persone umane. La sua predicazione dimostra la sua autorità, provocando lo stupore della gente. E poi il suo insegnamento viene convalidato dai miracoli: scaccia gli spiriti impuri, rende la salute a chi è ammalato, dona una nuova dottrina. La presenza di Gesù può veramente cambiare la nostra vita, renderci più attenti alla Sua Parola e testimoniare nella vita quando ascoltiamo.

O Gesù mostrati anche a noi come maestro e salvatore, apri il nostro cuore alle Scritture e liberaci dai semini che intralciano la nostra vita.

La voce di papa Francesco
Abbiamo a disposizione un tesoro di vita e di amore che non può ingannare, il messaggio che non può manipolare né illudere. È una risposta che scende nel più profondo dell'essere umano e che può sostenerlo ed elevarlo. È la verità che non passa di moda perché è in grado di penetrare là dove nient'altro può arrivare. La nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore.
(Evangelii Gaudium 266)

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11/01/2017 07.46

Mercoledì 11 gennaio 2017 – I settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie»
Mc 1,34


Come vivere questa Parola?

Il vangelo ci presenta l’aspetto umano e divino di Gesù: da una parte egli, come Figlio di Dio, rivela la sua bontà e la sua onnipotenza guarendo i malati e scacciando i demoni; dall’altra, come uomo, si rende partecipe delle sofferenze e della difficoltà e interviene per risolvere le situazioni difficili. Egli manifesta la sua profonda compassione – direi quasi la sua tenerezza - nell’aiutare le persone sofferenti: guarite, esse possono lodare Dio, realizzare la loro vocazione e testimoniare il vangelo con la loro vita.
La misericordia rivela il volto buono di Dio, la sua attenzione alle difficoltà degli uomini, la sua volontà di intervenire per ristabilire l’amore e la giustizia.

O Gesù, intervieni anche oggi nelle nostre difficoltà che intralciano la nostra vita e con la tua bontà aiutaci a superarle.

La voce di una testimone di oggi
Voglio vivere perché tutti i disperati del mondo possano scoprire che Cristo è la gioia che vince ogni sofferenza, che Cristo è la vita che vince ogni morte, che Cristo è la pace che vince ogni angoscia.
Chiara Amirante

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11/01/2017 20.45

Giovedì 12 gennaio 2017 – I settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato»
Mc 1,42


Come vivere questa Parola?

Gesù si interessa delle condizioni sfortunate di un povero lebbroso e nella sua bontà e onnipotenza lo guarisce, restituendolo così alla sua dignità di uomo e reinserendolo nella comunità (sappiamo che purtroppo nell’antichità i lebbrosi dovevano vivere fuori dal proprio ambiente familiare e comunitario).
Contemporaneamente la persona è risollevata dalla sua misera situazione e può essere inserita nella comunità.
Possiamo interpretare anche questa guarigione in un aspetto simbolico: la lebbra è anche allegoria del peccato che ci separa da Dio, da noi stessi e dalla comunità: attraverso la penitenza e la confessione noi siamo riconciliati con Dio, riappacificati con noi stessi e nuovamente immessi in una comunità di salvezza.

Signore, fa’ che la tua presenza sia per tutti noi balsamo di salvezza e fonte di gioia.

La voce di papa Francesco
(Il lebbroso) Riconosce la potenza di Gesù: è sicuro che abbia il potere di sanarlo e che tutto dipenda dalla sua volontà.
(Dalla Udienza generale del 22 giugno 2016)

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12/01/2017 13.20

Venerdì 13 gennaio 2017 - I settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra»
Mc 2,10


Come vivere questa Parola?

Nelle difficoltà e nelle sofferenze della vita, Gesù è sempre presente con la sua bontà e la sua onnipotenza: di fronte ad un povero paralitico, impossibilitato a muoversi, e di fronte alla grande fede dei portatori (che scoperchiano il tetto della casa pur di metterglielo davanti) Egli anzitutto lo “guarisce” nell’anima, donandogli il perdono dei peccati. I presenti di scandalizzano, perché solo Dio ha questo potere: se dunque Gesù se lo attribuisce, vuol dire che anche lui è Dio. A dimostrazione poi di questo suo potere guarisce anche il corpo del paralitico, il quale può così riprendere a camminare tornare a casa sua.
Si può applicare anche alla Chiesa questa volontà di guarire la paralisi indotta dai nostri peccati soprattutto attraverso il sacramento della penitenza e della riconciliazione: dopo aver ricevuto questo sacramento l’uomo può riprendere a camminare sulla via della evangelica della santità e della perfezione.

O Signore, ti ringraziamo per la tua immensa bontà nel soccorrere le persone in difficoltà sia materialmente sia spiritualmente.

La voce dal catechismo della Chiesa cattolica, n. 983
Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato.
(cf Sant'Agostino, Sermo 213, 8, 8: ed. G. Morin, Sancti Augustini sermones post Maurinos reperti [Guelferbytanus 1, 9]: (Roma 1930) p. 448 (PL 38, 1064).

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14/01/2017 13.45

Sabato 14 gennaio 2017 – I settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori»
Mc 2,17


Come vivere questa Parola?

Gesù si manifesta veramente come il salvatore: è e venuto per chiamare e guarire i peccatori: vede Levi, figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte e lo chiama; subito Levi risponde alla chiamata, abbandona tutto e si mette al seguito di Gesù. Le due caratteristiche importanti per una vocazione sono in primo luogo la chiamata e poi subito in secondo luogo la risposta o accettazione di essa.
In questa dinamica si nota come ogni vocazione ha un duplice aspetto: la chiamata da parte di Dio e la concreta realizzazione da parte del chiamato.
In questo anche consiste la felicità e la gioia di ogni chiamato: mettersi a disposizione di Dio, perché lo rende suo collaboratore nella storia della salvezza personale e comunitaria.

O Signore, rendimi consapevole della grandezza di ogni vocazione e dammi la forza per realizzarla.

La voce di Papa Francesco
Padre di misericordia, che hai donato il tuo Figlio per la nostra salvezza e sempre ci sostieni con i doni del tuo Spirito, concedici comunità cristiane vive, ferventi e gioiose, che siano fonti di vita fraterna e suscitino fra i giovani il desiderio di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione.
(Messaggio per la 53.ma giornata mondale delle vocazioni, 29 novembre 2015)

Commento di D. Mario Maritano SDB
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14/01/2017 13.47

Domenica 15 gennaio 2017 - II settimana tempo ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quel tempo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse:
“Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo….Giovanni rese testimonianza dicendo:
“ Ho visto lo Spirito scendere come una colomba
dal cielo e posarsi su di lui”».
Gv 1,29-32


Come vivere questa Parola?

Giovanni vuole essere semplicemente la “voce” di Colui che deve venire. Distoglie da sé l’attenzione per concentrarla su Gesù. “Io non lo conoscevo”. Per tre volte il precursore, colui che prepara la strada, sottolinea la distanza tra se stesso e colui che viene. Comunque lo attende, anche se non lo conosce. Ma può conoscerlo perché lo attende. Si conosce solo ciò che si ama!

Continuiamo ogni giorno a stare in attesa e chiediamo a Gesù di poterlo conoscere intimamente per essere sacramenti di Lui, del suo Vangelo.

La voce di un religioso
Un bel giorno il precursore incontra colui che gli reca l’annuncio, colui che era , che è e che viene.
Un bel giorno (è davvero un bel giorno) si trova di fronte, faccia a faccia, a un uomo come noi, all’Essere da cui riceve il proprio essere, l’Eterno in lui.
Questo è vangelo per tutti (Pierre Emmanuel).

Commento di Sr Graziella Curti
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15/01/2017 15.22

Lunedì 16 gennaio 2017 - II settimana TEMPO ORDINARIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Si recarono allora da Gesù e gli dissero:
“Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano,
mentre i tuoi discepoli non digiunano?”.
Gesù disse loro: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze
quando lo sposo è con loro?”.
Mc 2,18-19


Come vivere questa Parola?

Di rimando alle domande piccole e banali dei farisei, Gesù risponde, come di solito, in modo spiazzante. Chiama in campo l’amore nuziale che è il più bel modo per esprimere il nostro rapporto con Dio “nella sua forza esplosiva e nella sua intima tenerezza, nella sua gioia vitale e nella sua travolgente passionalità, nel suo rispetto disinteressato e nella sua fedeltà ad oltranza”. Di fronte a questa prospettiva sponsale cade qualsiasi digiuno che sia semplicemente volontaria privazione di cibo. Rimane il digiuno dell’attesa, attraversato spesso anche dalla croce, ma certamente illuminato dalla speranza dell’abbraccio, dono desiderato per la nostra ricerca quotidiana del Signore Gesù.

Spirito Santo, più intimo a me di me stesso, guidami nella ricerca del Volto amato.

La voce di un biblista
Non va bene combinare vecchio e nuovo, passato e presente, legge e vangelo. Bisogna avere il coraggio di cambiare, non di combinare. Il Vangelo è un’insidia per gli equilibri prestabiliti in noi e fuori di noi. Il vecchio ha avuto la sua utilità, ma ora cede il posto alla novità del presente. L’attesa finisce nell’atteso, il cammino si placa nella mèta, il moto si acquieta nel suo fine. Termina il digiuno e comincia il banchetto. (Silvano Fausti)

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16/01/2017 07.48

Martedì 17 gennaio 2017 - II settimana TEMPO ORDINARIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«E diceva loro: “ Il sabato è stato fatto per l’uomo
e non l’uomo per il sabato!
Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”»
Mc 2, 27-28


Come vivere questa Parola?

“Il sabato è stato fatto per l’uomo”. Con questa affermazione viene colpito al cuore ogni moralismo e formalismo. Ancora una volta Gesù, di fronte alle insidie dei farisei, oppone la chiarezza e la libertà di una religione dell’amore, che non si oppone alla Legge e al Rito, ma non li assolutizza. Il settimo giorno, il sabato, è il tempo della libertà, della gioia. Il cristiano deve essere uomo sabbatico. Questa prospettiva liberante, purtroppo, non è accolta da molti di noi oggi. La vacanza diventa spesso fatica, stordimento, frustrazione.

Chiediamo allo Spirito di aiutarci a vivere il tempo libero nella libertà, nell’amore, nella vera pace.

La voce di Sant’Agostino
Noi stessi saremo il settimo giorno.

Commento di Sr Graziella Curti
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17/01/2017 07.47

Mercoledì 18 gennaio 2017 - II settimana TEMPO ORDINARIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: “Mettiti nel mezzo!”. Poi domandò loro: “E’ lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?”».
Mc 3, 3-4


Come vivere questa Parola?

Fare il bene non ha calendario.
È uno dei dati salienti di questo brano. Vuol dire che ciò che ha valore morale deve essere prima di ciò che è soltanto rituale, il cuore precede la rubrica. Rileggendo e meditando questo vangelo, ci viene da esprimerci così: “Gesù, è un’esperienza forte quella che abbiamo fatto con te! Abbiamo visto un povero uomo che ti ha dato la sua mano inaridita e tu gliela hai restituita vitale. Pensiamo che congedandosi da te abbia stretto la tua mano con una forza mai provata fino ad allora! Ma abbiamo anche visto questa opposizione dura e malevola di chi è legato a dei riti e dimentica, emargina, colpisce la vita donata da Dio”.

Aiutaci, Signore, a capire dove stanno di casa il bene e la vita così che possiamo Fare la scelta di gesti adeguati.

La voce della preghiera
Signore, le tue parole chiare e decise si imprimono in noi in maniera indelebile: aiutare una persona è salvarla, e salvarla è il vero bene che Dio attende da noi; la tua bontà generosa ed operosa ci spinge a fare quello che tu hai fatto. Donaci la grazia di resistere a livelli così alti!

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18/01/2017 13.37

Giovedì 19 gennaio 2017 - II settimana TEMPO ORDINARIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione
una barca a causa della folla, perché non lo schiacciassero.
Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo».
Mc 3,9-10


Come vivere questa Parola?

Gesù è sempre a disposizione di chi ha bisogno. La folla non gli dà tregua. Addirittura i malati gli si gettano addosso per poterlo toccare. Già in altri episodi del Vangelo abbiamo visto come la gente senta che da lui promana un flusso benefico. Basta sfiorare “il lembo del suo mantello “per essere risanati. Il cieco riacquista la vista, lo zoppo cammina, alla donna vengono fermate le perdite di sangue. Ecco la buona notizia di Gesù, che non si limita a parlare, ma compie gesti di guarigione e di vita. Il Maestro non si stanca, anzi previene, si accorge, soccorre. E noi?

Oggi pregherò così: “Signore Gesù, che sei passato beneficando per le strade della tua terra e hai aiutato tutti, specie i più poveri, abbi pietà anche di me e soprattutto fa’ che non mi chiuda in me stesso e sia disponibile verso chi ha bisogno.

La voce di un filosofo
E’ significativo che, nella prospettiva cristiana, Dio si sia incarnato alla “base”. Il Vangelo, con la sua promessa di cieli nuovi e d’una nuova terra, è una buona novella solo per la base. Infatti l’accesso al regno di Dio è proibito a chi rimane attaccato alle sue proprietà, ai suoi poteri, alla sua sapienza. Ai ricchi e ai potenti appartiene la “sapienza”, alla base la “speranza”. (Garaudy)

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19/01/2017 07.47

Venerdì 20 gennaio 2017 - II settimana TEMPO ORDINARIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli
a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni».
Mc 3,13-15


Come vivere questa Parola?

La salita su un monte, per la scrittura, è atto di autorevolezza, di fatti importanti da compiere. Qui il Maestro deve costruire il suo team, la comunità degli intimi, di quelli che l’accompagneranno nel suo compito di annuncio del Vangelo. Ne chiama Dodici. Conserva già nel suo cuore i loro volti, custodisce la loro storia, compresi i tradimenti e le incomprensioni. Eppure li vuole con sé “che stessero con lui”. Non vuole uomini di potere, non vuole agenti efficienti per la diffusione di un’ideologia, perché” il cristianesimo non è un’ideologia: è una compagnia reale con Gesù, è un rapporto da persona a persona, che coinvolge tutti i nostri sensi e le nostre capacità”.

Signore Gesù, rendimi tuo discepolo. Nonostante la mia debolezza e i miei limiti, chiamami a stare con te.

La voce di Madeleine Delbrel
Quando volgiamo verso Dio il nostro cuore, egli ci dà quel “cuore di carne” che accende dello stesso fuoco ogni cosa che tocca.

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20/01/2017 07.55

Sabato 21 gennaio 2017 - II settimana TEMPO ORDINARIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quel tempo, Gesù entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo;
poiché dicevano: “ è fuori di sé”».
Mc 3, 20-21


Come vivere questa Parola?

Di nuovo una grande folla tanto che Gesù e quelli che sono con lui non possono mangiare. Eppure, anche in questi momenti in cui il Maestro si dà tutto a tutti, sorgono le critiche: “E’ fuori di sé”. E quest’accusa viene dai suoi, da quelli della sua casa. L’invidia, la paura del nuovo crea conflitti, distanze. Capita anche oggi, fra noi e i nostri vicini che vorrebbero vederci diversi, omologati come tutti di fronte alla banalità, all’ingiustizia, saziati dal consumo, senza più desideri di salvezza per noi e per gli altri.

Guardiamo al Maestro, e preghiamolo così: “Fa’, o Signore, che capiamo nella tua vita e nelle tue risposte alla vita una strada vera, da percorrere al di fuori di queste rotaie obbligate, in cui il genuino senso delle cose è sottaciuto a favore di molte menzogne obbligatorie”.

La voce di un biblista
Questo cerchio di persone che lo ama e ascolta la sua parola sono i suoi. Stanno dentro, mentre gli altri sono “fuori”. Il cerchio richiama un’armonia di unità rispetto a un centro comune a tutti. E’ lui il centro della nostra aggregazione, l’unico Signore che si è fatto servo. (Silvano Fausti)

Commento di Sr Graziella Curti
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