Freeforumzone mobile

Email

Ratzinger e la parabola del ricco epulone

  • Messaggi
  • barnabino 00 01/04/2008 18.04
    Riprendo in mano in questi giorni il libro "Gesù di Nazaret" di Joseph Ratzinger. Mi pare interessante quanto scrive a proposito della parabola del ricco epulone e Lazzaro, che spesso i TdG sono accusati di interpretare in maniera "forzata" per negare la presunta immortalità dell'anima.

    A pag. 254, riprendendo Jeremias, scrive:

    "nella descrizione dell'aldilà, che segue puoi nella parabola, Gesù si attiene ai concetti nel giudaismo del suo tempo. Pertanto non è lecito forzare questa parte del testo: Gesù adotta gli elementi immaginifici preesistenti senza con questo elevarli formalmente a suo insegnamento sull'aldilà"

    E poi continua

    "Approva, tuttavia, chiaramente la sostanza della immagini. Non è privo d'importanza che Gesù riprenda le idee dello stato intermedio tra morte e risurrezione (...) Il ricco si trova nell'Ade come luogo provvisorio e non nella "geenna" (l'inferno) che è il termine per lo stato definitivo (Jeremias, p.152). Gesù non conosce una 'risurrezione nella morte'."

    Ovviamente Ratzinger non condivide e non arriva alle nostre conclusioni... ma notate: Gesù usa solo elementi immaginifici, li usa solo come simboli. l'ades è solo un luogo provvisorio, uno stato di inesistenza, di morte, di sonno (diremmo noi) in attesa delle risurrezione, ed diverso dalla geenna, che invece è lo stato definitivo, cioè la distruzione eterna... Interessante.

    Shalom

    [SM=g8948]







  • (SimonLeBon) 00 01/04/2008 18.21
    Re:
    barnabino, 4/1/2008 6:04 PM:

    Riprendo in mano in questi giorni il libro "Gesù di Nazaret" di Joseph Ratzinger. Mi pare interessante quanto scrive a proposito della parabola del ricco epulone e Lazzaro, che spesso i TdG sono accusati di interpretare in maniera "forzata" per negare la presunta immortalità dell'anima.

    A pag. 254, riprendendo Jeremias, scrive:

    "nella descrizione dell'aldilà, che segue puoi nella parabola, Gesù si attiene ai concetti nel giudaismo del suo tempo. Pertanto non è lecito forzare questa parte del testo: Gesù adotta gli elementi immaginifici preesistenti senza con questo elevarli formalmente a suo insegnamento sull'aldilà"

    E poi continua

    "Approva, tuttavia, chiaramente la sostanza della immagini. Non è privo d'importanza che Gesù riprenda le idee dello stato intermedio tra morte e risurrezione (...) Il ricco si trova nell'Ade come luogo provvisorio e non nella "geenna" (l'inferno) che è il termine per lo stato definitivo (Jeremias, p.152). Gesù non conosce una 'risurrezione nella morte'."

    Ovviamente Ratzinger non condivide e non arriva alle nostre conclusioni... ma notate: Gesù usa solo elementi immaginifici, li usa solo come simboli. l'ades è solo un luogo provvisorio, uno stato di inesistenza, di morte, di sonno (diremmo noi) in attesa delle risurrezione, ed diverso dalla geenna, che invece è lo stato definitivo, cioè la distruzione eterna... Interessante.

    Shalom

    [SM=g8948]



    Probabilmente ogni tanto anche il mondo cattolico si ricorda che non si puo' fare letteralità o allegoria fuori luogo solo per alzare l'audience.

    Peccato che questi momenti di consapevolezza siano brevi e subito... castigati!

    Simon
  • operman 00 01/04/2008 18.42
    Re: Re:
    (SimonLeBon), 01/04/2008 18.21:



    Probabilmente ogni tanto anche il mondo cattolico si ricorda che non si puo' fare letteralità o allegoria fuori luogo solo per alzare l'audience.

    Peccato che questi momenti di consapevolezza siano brevi e subito... castigati!

    Simon




    Forse ti farò venire un dubbio su ciò che hai scritto. Guarda:

    San Lazzaro Mendicante e lebbroso 21 giugno

    Il nome Lazzaro ha all’origine l’ebraico Eleazaro e significa “colui che è assistito da Dio”. Il Lazzaro di cui parliamo è il personaggio della parabola, raccontata da Gesù, del ricco epulone e del povero mendicante lebbroso.
    Questa parabola riportata solo nel Vangelo di san Luca (16, 19-31) è l’unica in cui un personaggio di fantasia abbia un nome: Lazzaro; ma come è avvenuto per vari personaggi minori, che compaiono nei racconti evangelici e che in seguito nella tradizione cristiana, hanno ricevuto un culto, un ricordo perenne, un titolo di santo, anche per Lazzaro pur essendo un personaggio protagonista di un racconto di fantasia, da non confondere con Lazzaro di Betania che fu resuscitato da Gesù, nel corso del tempo si è instaurata una devozione, come se fosse stato un personaggio realmente esistito.
    www.santiebeati.it/dettaglio/90469

    Anche un personaggio di fantasia usato da Gesù è per la Chiesa un SANTO.
    Altro che allegoria!
  • Asgardiano 00 01/04/2008 20.48

    Anche un personaggio di fantasia usato da Gesù è per la Chiesa un SANTO.



    [SM=g10266]
  • barnabino 00 02/04/2008 00.07

    Anche un personaggio di fantasia usato da Gesù è per la Chiesa un SANTO



    Ratzinger nella sua analisi, contro i padri della chiesa che identificavano Lazzaro ed il Ricco con due gruppi (i cristiani e i giudei) pare che cerchi di identificare Lazzaro con lo stesso Lazzaro risorto da Cristo preso ad esempio di "segno".

    Shalom

  • pavel43 00 06/04/2008 08.37
    Per Barny dell'1-4

    Ciò che citi dal libro del Papa:

    "Non è privo d'importanza che Gesù riprenda le idee dello stato intermedio tra morte e risurrezione (...)"

    togliendo i puntini si legge così:

    "Non è privo d’importanza il fatto che Gesù riprenda qui le idee dello stato intermedio tra morte e risurrezione, che ormai erano diventate patrimonio comune del giudaismo”

    fermo restando tutto il resto.

    Poichè trovi interessante il pensiero del papa ti segnalo che l'argomento viene ripreso ai punti 44, 45 dell'enciclica "Spe salvi"

    Buona lettura!

    Pavel

  • barnabino 00 06/04/2008 12.54
    Caro Pavel,

    Mi pare di aver evidenziato che Ratzinger arrivi a conclusioni opposte alle nostre, pur dovendo ammettere:

    1. Gesù si serve solo delle immagini del giudaismo senza con questo elevarli formalmente a suo insegnamento sull'aldilà

    2. Ammette che per i Padre della Chiesa la parabola (come per noi) contrapponesse due classi di individui, i giudei e coloro che riponevano fede in Gesù.

    3. Che vi è differenza tra l'Ade (situazione temporanea) e la Geeenna (situazione definitiva).

    Vado a dare un'occhiata alla Spe Salvi, che ho già letto ma non ricordo nello specifico. Grazie del suggerimento!

    Shalom

  • barnabino 00 06/01/2017 00.29
    Memento!

    Shalom
  • ארמאנדו אלבנו 01 06/01/2017 01.10
    Piuttosto sarei curioso di sapere come la interpretate voi visto che ve lo domandato tante di quelle volte senza ricevere risposte
  • barnabino 10 06/01/2017 12.46
    Se leggi i post lo capisci, per altro ne abbiamo discusso decine di volte anche con te, dunque vediamo di non prenderci in giro.

    Shalom

1 / 68